I CARBOIDRATI E LA LORO NECESSITÀ NEL NOSTRO ORGANISMO

17 Aprile 20200
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Esistono diverse tipologie di farine e, come sapete, in un’alimentazione sana la varietà per un soggetto è importante: dalla farina integrale, a quella di mais, di farro o di grano saraceno… c’è anche la possibilità di alternarne diverse per migliorare il nostro personale stato di salute. L’utilizzo di diversi tipi di farina richiederebbe certamente il consiglio di un professionista della nutrizione, evitando food coach o figure improvvisate che danno spesso suggerimenti errati o non del tutto provati. Quello che è certo, ma non sempre noto, è che i carboidrati in questione, qualsiasi essi siano, sono necessari al nostro organismo.

C’è, tuttavia, un significato più profondo che vorrei trasmettervi con il termine “organismo” rispetto a ciò che comunemente intendiamo come “nostro corpo”, qualcosa che entra più nello specifico: infatti si parla di fisiologia e di biologia. I carboidrati sono indispensabili per darci energia, sì, ma in che senso? Per “energia”, non intendo solamente la facoltà di poter correre o di poter saltare senza fatica, ma mi riferisco ad una vera e propria linfa vitale realmente esistente (la molecola di ATP) che ci permette di compiere tutte le normali azioni della nostra quotidianità, sostenendo il regolare svolgimento dei meccanismi dell’organismo; senza la molecola di glucosio, derivante da carboidrati, non saremmo in grado di vivere né di svolgere le funzioni basilari e vitali…Altro che corsa!

Inoltre, la privazione completa di carboidrati sarebbe pressoché impossibile. Non esiste modo per eliminarli del tutto… per fortuna! I carboidrati si trovano, infatti, non solo negli alimenti che conosciamo, ma anche nella frutta, soprattutto sotto forma di fruttosio, e nella verdura. Per la componente zuccherina, alcune verdure sono persino dei frutti. Se cotta, tra l’altro, la verdura acquista un maggior quantitativo in carboidrati, così come le farine cotte rispetto alle farine crude acquistano un carico glicemico superiore. D’altra parte non c’è via di scampo: le farine non si possono consumare crude, renderebbero difficoltosa la digestione. Nemmeno un po’ di succo di limone aiuterebbe, ve lo assicuro!

In sostanza, i carboidrati sono indispensabili al nostro organismo e la molecola di glucosio o zucchero è di così tale importanza, che viene addirittura accumulata, sotto forma di glicogeno: agglomerati di tante molecole unite con legami chimici fra loro. Nel momento del bisogno, cioè durante una maggior richiesta di zuccheri da parte del nostro organismo, che corrisponde all’abbassamento dell’indice glicemico nel sangue, accade che dagli agglomerati di glicogeno viene scisso il glucosio. L’ormone che permette questo, si chiama Glucagone.

Tutti, ma proprio tutti, abbiamo la capacità di produrre insulina, un ormone che io chiamo “poliziotto”, poiché controlla assiduamente, in maniera opposta al glucagone, gli zuccheri presenti nel sangue. Diversi pazienti mi hanno esternato la loro preoccupazione legata a questa parola, “insulina”, convinti che fosse propria solo di una certa categoria di persone, i diabetici, e che gli altri ne fossero esenti. Per fortuna non è così; l’insulina è sempre stata il nostro salvavita, fin dai tempi più antichi: infatti quando gli uomini preistorici avevano bisogno di energia per non estinguersi, la ricavavano, grazie a questo meccanismo, da poche quantità di cibo. I pazienti affetti da diabete hanno una disfunzione nella produzione dell’ormone insulinemico: non ne producono abbastanza oppure esso non ha modo di legarsi ai recettori per poter svolgere la sua funzione…in poche parole: o non c’è o non funziona.  L’insulina è un ormone prodotto dal Pancreas nelle cellule “beta” raggruppate in isolette chiamate Isole di Langherans; mentre il glucagone, l’ormone opposto, viene prodotto dalle cellule “alfa”. Solo con l’azione di entrambi ci è permesso di consumare qualunque cosa ma, attenzione, non bisogna approfittare di questo “lusso”, perché a lungo andare, con troppi picchi di insulina a glicemia alta (situazione di consumo eccessivo di carboidrati e di zuccheri) o troppi picchi di glucagone (in caso di digiuno prolungato o astinenza ai carboidrati), questo meccanismo potrebbe incepparsi e dare più possibilità all’organismo di sviluppare patologie anche serie.

Ecco perché è importante trovare il cosiddetto “ago della bilancia”.  Quindi, non rinunciate ai carboidrati, perché senza di essi mandereste in tilt l’organismo! Scegliete piuttosto quelli che apportano un beneficio maggiore al vostro organismo: ad esempio una farina di mais rossa che contenga fitosteroli, alternata alla classica farina gialla; oppure sfiziose gallette arricchite di nuovi gusti in alternativa al “solito” pane bianco; spostatevi alla ricerca di nuove frontiere e di nuovi sapori, scoprite nuove ricette anche della tradizione, guardate altrove, ma puntate sempre ad un prodotto di qualità!

 

 


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